Obiettivo 2%

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Obiettivo in statuto BCE: INFLAZIONE 2%

Recita lo statuto della BCE “OBIETTIVI E COMPITI DEL SEBC
Conformemente all’articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l’obiettivo principale del SEBC è il man
­te­ni­mento della stabilità dei prezzi.[…]”

Quale sia il valore deciso viene svelato in una conferenza del Fondo Monetario Internazionale nel 2015 nel discorso di un componente del Consiglio di Amministrazione della BCE: “our [BCE ndr] aim of below but close to 2%.”

Cioè l’obbiettivo della BCE è tenere la crescita dei prezzi vicina, ma non superiore, al 2%.

Già questo potrebbe bastare a chiarire il senso dell’Europa Unita. Non il benessere degli europei, non assicurare una comune ricchezza economica, non condivisione della ricchezza fra ricchi e poveri, non … , ma sorvegliare un piccolo sterile numero.

Inflazione

La “stabilità dei prezzi” viene valutata mediante l’inflazione. Per una definizione esatta si veda un’altra fonte, qua basta capire il concetto.
Mario compie 40 anni, vuol fare festa con gli amici e compra un bel po’ di chili di pane: spende 10,00‑euro. L’anno seguente per i 41 anni fa un’altra festa, compra la stessa quantità di pane nella stessa panetteria ma stavolta il conto è di 10,25‑euro. In un anno il bene “pane” è aumentato di 25 centesimi, ossia del 2,5%.
Subito vien da dire: e se fosse andato in un altro negozio? E se avesse cambiato tipo di pane?
Non c’è problema. L’ISTAT fa le statistiche che servono a prevenire questo e l’indice risultante è ufficiale e viene usato in tutte le sedi. Il calcolo funziona in modo semplice; vengono selezionati dei prodotti -che abbiano la proprietà di essere acquistati molto-; questi prodotti sono parte di un insieme che si chiama paniere (panieri 1928-2015); i prodotti che ne fanno parte vengono comprati in diverse località ed in diversi tipi di negozi. Dalla media delle variazioni dei prezzi degli articoli nel paniere risulta il valore dell’inflazione. La scelta dei prodotti che fanno parte del paniere è importante: se il prezzo del burro di karitè sale non è certo tanto importante quanto un aumento dei carburanti; anni fa fece notizia l’uscita dal paniere della sambuca in favore del limoncello.

Motivi della variazione dei prezzi

L’inflazione la si vede dell’andamento del prezzo dello stesso prodotto nel tempo. I fattori che causano il cambiamento sono molteplici. L’inflazione è come la febbre in una persona: rende noto che qualcosa non va, ma non si sa cosa; ha fatto indigestione o c’è un’infezione?

La legge che rende d’accordo tutti gli economisti è quella della domanda e dell’offerta. In sostanza dice che un certo bene o servizio ha un prezzo ottimale ottenuto dove la curva del prezzo si incrocia con quella del numero degli acquirenti: il prezzo sale fintanto ci sarà chi è disposto ad acquistare, se il prezzo è troppo alto ben pochi vorranno comprare.
Se esistono persone disposte a dormire fuori dal negozio per accaparrarsi l’ultimo modello del cellulare, il prezzo del telefonino potrà essere alto quanto vuole il venditore (mode).

Allo stesso tempo un principio al quale molti danno credito è quello per il quale più c’è denaro disponibile più i prezzi sono alti. Il principio è più chiaro con un esempio: in un mercato rionale ci sono 4 banane e ci sono 10 monete e le banane costano 2,5 moneta ciascuna. Il principio dice che se ci fossero 12 monete le banane costerebbero 3 monete. Cioè che i prezzi dipendono dalla quantità di monete in circolazione. Chi decide quante monete ci devono essere in circolazione è la BCE. Pertanto uno dei metodi che ha la BCE per tenere l’inflazione appena sotto il 2% è quello di decidere quanta moneta stampare e a quanto farla pagare alle banche (tasso di sconto).
A complicare le cose accade che non solo la BCE ma anche le singole banche private possono creare moneta.
Fortunatamente le grandezze in gioco sono talmente grandi che la BCE ha il tempo di raccogliere i dati ed attuare le sue scelte senza fretta.

(Per approfondire sugli aggregati monetati [su wikipedia])

Riserva frazionata

Il meccanismo per cui anche le banche private possono creare denaro va sotto il nome di riserva frazionaria ed è perfettamente legale come dice questo regolamento della BCE del 2003, in seguito modificato in alcuni dettagli, ma tuttora valido

Articolo 4 – Coefficienti di riserva

  1. Un coefficiente di riserva pari allo 0 % deve essere applicato alle seguenti categorie di passività [come definite nel quadro delle segnalazioni relative alle statistiche monetarie e bancarie della BCE di cui al regolamento (CE) n. 2423/2001 (BCE/2001/13)]:a) depositi con durata prestabilita superiore a due anni;b) depositi rimborsabili con preavviso superiore a due anni;c) pronti contro termine;d) titoli di debito emessi con durata prestabilita superiore a due anni.
  2. Un coefficiente di riserva pari al 2,0 % deve essere applicato a ogni altra passività compresa nell’aggregato soggetto a riserva.

 

In sostanza il regolamento dice che l’ente creditore deve mettere a riserva il 2% di quanto presta. Più chiaro con un esempio: Renzo vuole sposare Lucia, vorrebbe comperare un mini-appartamento, va in banca e si fa prestare 100 mila euro. La banca non gli dà 100 mila euro in contanti ma scrive +100.000,00 nel conto corrente di Renzo e la banca versa 2 mila euro nel proprio conto presso la banca centrale. La banca ha creato 98 mila euro che non esistevano.

La moneta è aumentata e, secondo il principio precedete, “i prezzi aumentano se esiste più contante”, quando la BCE lo viene a sapere emette 98 mila euro in meno.

Così però avremmo un’inflazione allo 0%.

Debito insanabile

Se, per assurdo, in tutta Europa ci fossero solo Renzo e Lucia lavorando come muli potrebbero al più avere 98 mila euro: solo quelli ha creato la BCE. Invece avendo l’obiettivo del 2% d’inflazione ne stampa 100 mila e pertanto Renzo e Lucia riescono a rimborsare la banca.

MA Ma, c’è un problema: la banca vuole anche gli interessi sul prestito e quei soldi non esistono!

Come Renzo e Lucia ci sono Ake ed Inga, Paolo e Chiara, Boris e Svetlana, Franco e Michelle, … nella stessa situazione. Renzo e Lucia hanno una piccola rivendita di prodotti che coltivano e l’unico modo per sperare di pagare anche gli interessi è auspicare che gli altri comprando da loro gli diano i soldi per finire di pagare il debito con la banca ma questo vuol dire sperare che altri non riescano a pagare neanche il capitale del loro prestito.

Ma anche Ake ed Inga, Paolo e Chiara, Boris e Svetlana, Franco e Michelle, e tanti altri hanno lo stesso problema di Renzo e Lucia: trovare dei soldi che non esistono. Fortunatamente anche per loro c’è una soluzione: i soldi vengono creati dai prestiti di altri. Altri prestiti vengono richiesti solo se c’è crescita: se Dante è stato licenziato perché la fabbrica dove lavorava non ha ordini, mica si impegna con un debito.

Gli ultimi restano col “cerino in mano” ed è per questo che si vorrebbe sempre crescere.

Conclusioni

Il 2% di inflazione serve per avere il 2% di crescita che basta a pagare gran parte dei debiti ma lasciando sempre qualcuno con debiti da pagare.

La descrizione mostra come sia immorale e perverso il sistema che richiede

  • si speri qualcun altro non paghi i propri debiti perché uno possa saldare i propri, per costruzione si prevede una prevaricazione;
  • si arrivi ciclicamente ad una crisi dato che è impossibile saldare tutti quanti tutti i propri debiti.

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Aggiornamento
Dopo pubblicato mi sono accorto che manca un passaggio (il più importante).

Renzo deve restituire alla banca i 100.000 euro che la banca gli ha prestato; se l’inflazione fosse fuori controllo, Renzo restituirebbe meno (se, ad esempio fosse del 5%, Renzo restituirebbe solo l’equivalente di 95 mila del momento in cui ha ricevuto il prestito).

L’inflazione bassa serve a garantire a chi presta che i soldi che riceverà indietro avranno lo stesso potere di acquisto di quando li ha ceduti.

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