microtransazioni

Le microtransazioni e come arginarle con la TTF

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A quanto pare la questione delle microtransazioni è un segreto tenuto benissimo; io sapevo questa cosa, ma prima di trovare una pagina internet che ne parlasse, ho dovuto cercare un’ora buona.

Una microtransazione sono due transazioni finanziarie su un oggetto finanziario eseguite in tempi brevissimi: fra l’ordine di comprare e quello di vendere passa solo qualche secondo o frazioni di secondo. Il guadagno è solo di qualche centesimo, ma le operazioni sono ripetute su più mercati per tutto il giorno, il risultato è che poco_poco*tantissime_volte = tanto e quindi ne val la pena per gli speculatori.

Queste transazioni, durano pochi secondi, a volte anche meno di un secondo, pertanto non sono alla portata di un essere umano ma sono effettuate da macchine opportunamente istruite. Un caso banale potrebbe essere: “se l’azione D nella borsa di NY è salita e quelle della ditta W a Tokyo sono scese negli ultimi cinque secondi allora compra D” (ovviamente legata alla regole “se possiedi D a NY e non è vero che D NY sale e W Tokyo scende negli ultimi cinque secondi allora vendi D a NY”).

Operazioni come questa si ripetono da più computer ed in modo ripetitivo: mentre aspetta i cinque secondi il computer lavora già su un altro oggetto finanziario. (la regola è solo un esempio, può essere molto più complicata e tenere conto anche degli “umori” di popoli, governi, istituzioni, delle leggi che si approvano o si annunciano, innovazioni tecnologiche in un settore, …)

Fra gli “oggetti finanziari” ci sono anche i titoli di stato; la decisione di comprarne o no da parte di questi speculatori è lasciata ai computer (è vero che un titolo di stato può avere durata pluriennale, ma se ne può rivendere la proprietà, gli speculatori mica cercano un bene rifugio). Ma -come noto- maggiore è la domanda più sale il prezzo e viceversa; ma a decidere se comprare o meno sono macchine istruite da qualche algoritmo, queste macchine decidendo se comprare o meno decidono se dovremo pagare di più le tasse.

In definitiva sono macchine che decidono se il figlio troverà lavoro o se dovrà emigrare, se Palestina ed Israele faranno pace o no, se si estrarrà petrolio o gas nell’artico. Chiaramente le decisioni continueranno ad essere solo economiche: trivellando l’artico l’orso polare si estinguerebbe; provocherebbe danni economici? Mumble, mumble (qualche microsecondo di elaborazione). L’azienda S quotata a Londra annuncia che lo farà e B quotata a NY no? Bene saliranno le azioni di S: gli orsi valgono 10 secondi.

Esiste un modo per frenare questa speculazione: la Tassa sulla Transazioni Finanziarie.
Ogni transazioni viene tassata in modo molto esiguo: 0,05%, lo 0,5 per mille.
Supponiamo la transazione sia per comprare 50.000$ di azioni ACME.
Dopo dieci secondi sono salite di 35$ (+0,07%), cioè valgono 50.035$ .
Il computer con un’altra transazione le rivende con un ricavo di 35$.
Ma sono state effettuate due transazioni: una da 50000 ed una da 50035 . Tassando le due transazioni allo 0.05% si ha, 50000*0.05/100=25 e 50035*0.05/100=25.02 per un totale di 50.02$ .
Lo speculatore ricava 35 ma ne spende 50.02 di tasse: non ne varrebbe la pena, ci rimetterebbe.

Facendo un’analisi matematica, se la TTF ha un’aliquota dello 0,05%, risulta che affinché ci sia guadagno per lo speculatore nel tempo fra acquisto e vendita le azioni devono salire di più dello 0,1%.

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