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Il meno peggio ed il voto utile

Il 4 marzo 2018 si avvicina.

Fino a qualche anno fa la scelta era ovvia: votare M5S. Ma adesso? No, non sono cambiato io, non siete cambiati voi: è il Movimento 5 Stelle ad essere cambiato.

Cambiamento: nessuno e niente resta immutabile; credere che qualcuno o qualcosa resti invariato nel tempo in politica è impensabile. Ma non sempre il cambiamento avviene in meglio: uno può portare dei fiori alle moglie (così senza motivo) o litigare con lei; in entrambi i casi c’è stato un cambiamento ma, di sicuro, non sono nello stesso verso.

Il M5S è cambiato:

  • non eravamo un partito ed adesso il capo politico ha tolto questo dallo statuto;
  • eravamo per la democrazia partecipata (“uno vale uno”), ora decide per tutti il capo politico senza consultare;
  • “Usciamo dall’eurozona”: volantini, conferenze, attività, adesso il capo politico ha cambiato idea e non se ne fa nulla;
  • il PD veniva criticato ogni volta che metteva la fiducia su un provvedimento ed il capo politico nello statuto obbliga i futuri yesmen a votare la fiducia quando richiesta;
  • autocandidature approvate dagli utenti ma sottoposte a veto (talvolta inspiegabile);
  • persone messe in lista senza consultare gli “uno” della base;
  • gestione della piattaforma di voto con i dati personali approssimativa ed insufficiente, come già rilevato dal Garante;
  • uno dei personaggi chiave è assurto al ruolo non per votazione ma per designazione dinastica;

In somma: sempre più verso un partito del CAPO attorniato da persone che dicono solo “sì”, perché consce che la prima volta che dovessero dire “nì” sarebbero allontanate dalla cerchia di chi conta per finire o negli inferi della manovalanza/base o addirittura espulsi.

Il voto utile

Molti credono di votare per la stessa cosa ma, che sia ben chiaro, non è lo stesso M5S di cinque fa.

Quando c’era la DC nessuno ammetteva di averla votata eppure hanno governato per quarant’anni però tutto ciò ci ha portati dritti dritti a Tangentopoli: quei successi elettorali volevano dire che chi votava lo scudo crociato c’era, eccome se c’era. A Molti non piaceva, ma pur di non votare i fascisti o i comunisti, notavano il meno peggio.

Ora alcuni dicono di votare ancora M5S per evitare possa vincere Renzi, o, ancora peggio Berlusconi/Salvini. ‘Sta gente è quella che ha governato dopo la scomparsa della DC, manco degni di esserne i successori, hanno portato l’Italia ad essere serva di banchieri, nelle ultime posizioni in tutte le classifiche del ‘bene’ e nelle prime di quelle del ‘male’, a perdere quel poco di buono che aveva (articolo 18, regalie a banche, scudo fiscale, guerre mascherate da aiuti umanitari, demolizione costante del welfare, inefficienza, spreco, …)

“Gli inceneritori sono una cosa buona perché producono energia elettrica e calore inoltre permettono la creazione di nuovi posti di lavoro.” Queste saranno le prossime parole che sentiremmo dai vertici (la piramide del M5S iniziale doveva essere ’rovescia’ appunto per non avere vertici sopra l’iscritto).

Il fatto che servano alleanze deriva dalla facile previsione che, benché siano i partiti che i sondaggi accreditano con più preferenze, né l’alleanza di centro-destra, né quella di centro-sinistra, né il M5S raggiungeranno il 51% necessario a governare da soli.

Già l’altro giorno di Maio era stato possibilista sulla possibilità di fare accordi post-elezioni; fortunatamente il giorno seguente è stato smentito da Grillo che ha paragonato l’M5S che stringe alleanze al panda nutrito a carne cruda.

Perché mai dovremmo accettare votare ancora M5S?

Una volta quando uno votava Movimento 5 Stelle poteva andare in giro a testa alta e dire “finalmente ho votato per il M5S”: non un gesto per sé stessi ma un dono a tutta la comunità. Adesso invece si può solo sussurrarlo a testa bassa, avendo la coda di paglia, quella di chi sa di aver fatto qualcosa che non doveva fare.

Il regime di finta democrazia che viene propinata come ‘democrazia diretta’ dove c’è poca ‘democrazia’ e molto ‘diretto’ annulla i principi iniziali ed io mi rifiuto di perseguire la logica dell’avere il capo e la sua cerchia; ritengo, inoltre, che far passare quello che si fa sia ‘democrazia diretta’ (voti su piattaforma closed-source appartenente a privati [forse senza criptazione]) sia l’equivalente di un inganno perpetrato nei confronti di chi ci casca votando.

Essendomi speso moltissimo nel sogno del M5S portando via tempo che avrei potuto trascorrere con le persone care, mi indispettisce pensare che tutto sia finito nel niente, arraffato da chi non merita il controllo: si è appropriato di una cosa che, oltre ai migliaia di attivisti, apparteneva anche a me.

Io spero che prenda poco ma talmente poco che arrivisti e chi è saltato sul carro del vincente lo abbandoni e che nel periodo seguente -anni- si possa creare una rinascita che lo riporti ad essere il contenitore di idee che hanno portato alla stesura di un programma politico.

Io voterò MNP


Spero lo farai anche tu!

PS Siccome è poco diffuso nel territorio potrebbe accadere che nella tua circoscrizione non ci sia: in tal caso non ti sconfortare! Disegni tu il simbolo sulla scheda elettorale e poi lo voti, deposta la scheda nell’urna fai mettere a verbale dal presidente di seggio l’assenza del simbolo di MNP sulla scheda.


UPDATE 26/01/2018: Un amico credeva che l’MNP esistesse davvero.

È solamente una cosa divertente per indicare una cosa che non esiste riprendendo un simbolo che già faceva lo sberleffo a quello della “rosa nel pugno”.

“Io voterò MNP” vuol dire “io annullerò la scheda”

Il divorzio fra Bankitalia e Tesoro

Nel 1981 è avvenuto quello che è noto come “divorzio fra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro”.

Il ministro del tesoro era Beniamo Andreatta ed il governatore di Bankiralia era Carlo Azeglio Ciampi.

Prima di allora Bankitalia creava denaro corrispondente a tutti i titoli invenduti dallo stato italiano.
Un esempio chiarisce. Lo stato ha bisogno di soldi; stampa 1000 titoli; il mercato gliene compra 800; i soldi corrispondenti al valore dei 200 invenduti vengono stampati da Bankitalia. Lo stato si ritrova con i soldi che voleva anche se ha venduto solo 800 titoli.

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Il rimedio è la pov… sobrietà

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L’articolo apparve il 30 giugno 1974, ed è straordinario; risente dei suoi 40 anni ma con poche modifiche lessicali dice le cose che ripetiamo tutti i giorni.

Questa è una modifica di un articolo di Goffredo Parise tratto dalla rubrica che lo scrittore tenne sul “Corriere della sera” dal 1974 al 1975 (la versione originale si può leggere all’indirizzo). Si trova nell’antologia “Dobbiamo disobbedire”, a cura di Silvio Perrella, edita da Adelphi. Questo articolo apparve il 30 giugno 1974.
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Scontrini – Progetto scontRino

scontrini

Nella puntata di “La7 DiMartedì” del 10 maggio 2016 si è sottolineata la pericolosità degli scontrini chimici dovuta alla presenza del Bisfenolo A (BSA).

Nel 1983 un Decreto Ministeriale impone l’emissione di uno scontrino che viene stampato «Per le cessioni di beni effettuate in locali aperti al pubblico o in spacci interni, per le quali non e’ obbligatoria l’emissione della fattura». Continua a leggere Scontrini – Progetto scontRino

Filiera trasparente

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Un bel sogno: non solo conoscere gli ingredienti di un articolo alimentare ma anche da dove arriva, di che lotto fa parte, quando è stato prodotto, la scadenza del lotto, se la ditta che lo produce rispetta o meno i diritti dei lavoratori, questi hanno contratti in regola, da quanto è sul mercato, il suo codice di iscrizione alla camera di commercio. Visto che si sogna, tanto vale sognare in grande, e, quindi, estendere la tracciabilità anche agli articoli non alimentari. Continua a leggere Filiera trasparente

Obiettivo 2%

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Obiettivo in statuto BCE: INFLAZIONE 2%

Recita lo statuto della BCE “OBIETTIVI E COMPITI DEL SEBC
Conformemente all’articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l’obiettivo principale del SEBC è il man
­te­ni­mento della stabilità dei prezzi.[…]”

Quale sia il valore deciso viene svelato in una conferenza del Fondo Monetario Internazionale nel 2015 nel discorso di un componente del Consiglio di Amministrazione della BCE: “our [BCE ndr] aim of below but close to 2%.”

Cioè l’obbiettivo della BCE è tenere la crescita dei prezzi vicina, ma non superiore, al 2%. Continua a leggere Obiettivo 2%

Il rapporto dei druidi economisti al 3%

Il 3? Come si fosse usata la ruotaa della fortuna delle sagre, poi gli economisti hanno sfornato tante teorie per giustificare quella cifra.
Il 3%? Come si fosse usata la ruota della fortuna delle sagre, poi gli economisti hanno sfornato tante teorie per giustificare quella cifra.


Ormai lo sanno anche i sassi: quando è stato firmato il trattato di Maastricht che istituiva l’euro è stato scritto che i paesi aderenti al trattato dovevano avere un rapporto fra deficit e PIL non superiore al 3%. Continua a leggere Il rapporto dei druidi economisti al 3%